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25 mar 2022

Vitamina D: perché è importante e come assorbirla al meglio

La vitamina D è una vitamina liposolubile, viene accumulata nel fegato e rilasciata dal corpo in piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario. Si presenta sotto due forme: l’ergocalciferolo, che viene assunto con il cibo, e il colecalciferolo, che viene sintetizzato dal nostro organismo.

A cosa serve la vitamina D?

Il corpo ha bisogno di vitamine, ovvero di quegli elementi necessari per la sua crescita e sviluppo. La vitamina D svolge l’importante ruolo di assorbimento del calcio, che è uno dei principali costituenti delle ossa. Migliorando la densità minerale delle ossa, aiuta a prevenire le fratture negli anziani e nelle donne dopo la menopausa ed è anche fondamentale per sostenere il corretto sviluppo dei più piccoli.

Diversi studi hanno dimostrato che la vitamina D contribuisce anche alla normale funzione del sistema immunitario, potendo contribuire così alla protezione dalle infezioni.

Supporta il funzionamento del sistema nervoso, muscolare, circolatorio e svolge anche funzioni ormonali. Stimola la produzione di endocrine, serotonina e dopamina, fungendo da vero alleato contro depressione e tono dellumore basso.

Dove è presente la vitamina D?

La vitamina D è nella maggior parte sintetizzata dal nostro organismo, attraverso l’assorbimento dei raggi del sole operato dalla pelle. È, invece, scarsamente presente negli alimenti. È possibile ritrovarla nel tuorlo d’uovo, nel pesce marino e nel fegato, in particolare nell’olio di fegato di merluzzo.

Una buona alternativa, in presenza di carenze da vitamina D, consiste nell’assunzione di integratori specifici. Gli integratori non devono mai essere considerati come sostituti di una dieta varia ed equilibrata né di uno stile di vita sano.

L’eventuale carenza di vitamina D viene valutata attraverso un dosaggio nel sangue. I livelli di vitamina D presenti nel sangue possono variare insieme alle stagioni: con valori più alti in estate e in autunno e più bassi in inverno e primavera.

Una carenza non sempre comporta significativi sintomi, tuttavia possono presentarsi dolori muscolari, stanchezza, affaticamento. Una mancanza cronica può comportare anche rischi più gravi come osteoporosi e conseguenti fratture, osteomalacia (una malattia delle ossa che ne causa il rammollimento, e nei bambini può causa rachitismo.

Il fabbisogno giornaliero indicato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è di circa 10 microgrammi al giorno (400 unità internazionali o UI), per bambini fino a tra 7 e 12 mesi di età., 15 microgrammi al giorno (600 unità internazionali o UI) per gli adulti.

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